Aggressione omofoba al Napoli Pride, la condanna di Arci Mediterraneo

Arci Mediterraneo Impresa Sociale, nella persona del Presidente del CDA, dott. Mariano Anniciello, degli ulteriori vertici aziendali e di tutti i dipendenti, condanna fermamente la vile aggressione omofoba subita da due ragazze, che sabato scorso avevano sfilato in corteo, per le strade cittadine, dando vita a un festoso e pacifico Napoli Pride. Le due vittime hanno riportato un trauma cranico e maxillofacciale.

E’ accaduto sabato scorso, 29 giugno, mentre il corteo di oltre 200mila persone attraversava Via Toledo. Diana e Aurora – questi i nomi delle vittime – hanno già sporto denuncia presso il commissariato di polizia. “Io e la mia fidanzata abbiamo subito una vera e propria spedizione punitiva. Siamo state aggredite da 4 persone, tra cui una mamma, a colpi di caschi da scooter. Ci hanno tirato anche i capelli e adesso, oltre al trauma cranico, abbiamo lividi sul corpo e dei buchi in testa” ha detto Diana. “Ho vissuto attimi di terrore anche perchè la mia ragazza ha avuto un attacco di panico durante l’aggressione” ci ha rivelato.

L’increscioso episodio va scandito in due fasi. La prima: il corteo del Pride attraversa via Toledo. Diana e Aurora, per il gran caldo, decidono di bagnarsi leggermente con una semplice pistola ad acqua. Il giocattolo però provoca alcuni schizzi che finiscono per bagnare due sorelle, entrambe di circa 18 anni. Le sorelle, infastidite, aggrediscono quindi Diana e Aurora sia fisicamente che verbalmente con insulti omofobi. “Lesbiche di m…a ci hanno chiamato – ha detto ancora Diana – è incredibile come durante il Pride, la marcia dell’orgoglio, possano accadere episodi simili”. Quando il corteo si è successivamente fermato a piazza Carità, le due sorelle si sono ripresentate insieme ai genitori – “avranno avuto tra i 40 e i 50 anni” ha confessato Diana – “anche la madre ha ripreso con l’aggressione, utilizzando caschi e tirandoci i capelli. Il papà, invece, guardava la scena da più lontano”.

Una volante della Polizia che presidiava il corteo è infine intervenuta, fermando e individuando le responsabili dell’aggressione. Le due vittime sono poi andate all’Ospedale “Pellegrini” di Napoli dove è stato riscontrato loro un trauma cranico e un trauma maxillofacciale con una prognosi di 7 giorni. Dopo essere state medicate, le due fidanzate sono andate in Questura per sporgere denuncia. Aurora, la seconda vittima, è ancora sotto choc. Riusciamo comunque, con l’aiuto di Diana, a ottenere le sue parole: “Sono profondamente turbata, più a livello psicologico che fisico, nonostante le botte ricevute. Fa male pensare che proprio durante il Pride, una manifestazione nata per essere liberi e non avere pregiudizi, addirittura una madre con le figlie sia arrivata a usare dei caschi per picchiare due ragazze. Spero solo che queste persone paghino per le loro azioni”. Ora, Diana e Aurora sono in contatto con l’ufficio legale di Antinoo Arcigay Napoli che le affiancherà in tutto il percorso processuale. “Esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà – ha dichiarato Antonello Sannino, presidente di Antinoo Arcigay Napoli – alle due ragazze anche pechè hanno avuto la forza di denunciare l’accaduto ed ovviamente ringraziamo le Forze dell’Ordine per essere prontamente intervenute”.